Michele Polverari
“La città in cantiere – Ancona 1944-1960”
Il Lavoro Editoriale

[cliccare sulle immagini per ingrandire – Recensione di Sauro Marini]

Un tempo si usava l’espressione “fresco di stampa” per indicare un volume appena arrivato nelle librerie. Oggi, con l’avanzare dell’editoria digitale, non sempre si può dire altrettanto. Ad esempio, per quanto riguarda il volume in oggetto, che ho acquistato in versione digitale, è più opportuno dire “fresco di microprocessore”.
Parlo del libro di Michele Polverari “La città in cantiere – Ancona 1944-1960”, edito da Il Lavoro Editoriale, disponibile sia in versione cartacea che in versione digitale; io ho preferito questa seconda perché, ad una certa età, i limiti visivi in alcuni casi cominciano a farsi sentire e devo dire che a me la lettura digitale risulta molto più agevole.
Venendo alla sostanza, il libro di Polverari, nel contesto della vasta offerta di libri su Ancona, ci offre una visione particolare della sua storia, dato che il corpo del volume è costituito da una amplissima selezione di stralci di articoli di giornali, relativi ad eventi rilevanti nella vita della città.

Il libro inizia con una corposa presentazione introduttiva, nella quale l’autore svolge una panoramica sulla storia della città dall’ultima fase della seconda Guerra mondiale, coincidente in linea di massima con la fase immediatamente successiva alla liberazione, fino alla fine degli anni ‘50, seguendo il percorso della ricostruzione e della ripartenza dell’economia, ma entrando in modo approfondito nei risvolti della vita politica, sociale e culturale di quegli anni.
L’inizio delle attività politico-amministrative del Consiglio e della Giunta comunali viene affrontato in ampio respiro con continui agganci tra la realtà locale e le parallele vicende nazionali e internazionali del dopoguerra e dell’inizio della guerra fredda.
Con un linguaggio fluido si bevono tutte d’un fiato le 50 pagine introduttive, delle quali riporto l’ultimo capoverso: “… Eppure molto fu fatto. Anche se non tutto fu buono, e non tutto fu bello, Agli anconitani il bicchiere appariva mezzo pieno.”

Sul resto delle circa 380 pagine che compongono il volume non serve addentrarsi in questa sede; dico solo che, dal primo assaggio che ne ho fatto, è molto intrigante leggere di fatti e accadimenti sostanzialmente sconosciuti, trattandosi di eventi non epocali ma che hanno comunque contrassegnato la vita della città in un arco di alcuni decenni.
Oggi possiamo osservarli con un occhio distaccato e forse più obiettivo. E in questo il lavoro di Michele Polverari fornisce un bel supporto e uno stimolo ad approfittare dalla sua fatica per conoscere meglio la nostra città.
Insomma un ottimo libro che non dovete perdervi, sia esso in frusciante carte che in sintetico codice binario, il contenuto è in ogni caso pregevole.

Michele Polverari (Falconara, 1950) è stato direttore della Pinacoteca comunale di Ancona; ha curato mostre e pubblicazioni dedicate a Carlo Crivelli, Lorenzo Lotto, Tiziano, Guercino, Francesco Podesti, Enzo Cucchi, e a molteplici aspetti della storia e del patrimonio artistico di Ancona nei secoli XVI-XIX. Nel 2000 ha realizzato per il Comune di Ancona il Museo della Città.

Le immagini sono tratte dal volume recensito © Il lavoro Editoriale

Recensione del Resto del Carlino
https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/polverari-racconta-la-citta-in-cantiere-ancona-1944-1960-485ed8e7