Immagine tratta dal catalogo della mostra del Lions Club Ancona Host del 2025 “Spiagge e mari”; a fine articolo la versione ricolorata

La Portonovo degli anni ’50 è un mondo sospinto da un ritmo lento, quasi ancestrale, molto lontano dalla perla turistica che conosciamo oggi. Immagina un luogo selvaggio, raggiungibile solo attraverso una strada bianca polverosa e ripida, dove la macchia mediterranea arrivava letteralmente a baciare i ciottoli bianchi.
E’ stata un’epoca dorata e pionieristica; in quegli anni, Portonovo non era una destinazione di massa, ma un rifugio. La spiaggia era punteggiata dalle barche dei pescatori e dalle reti stese al sole a rammendare. Il Conero incombeva sopra la baia con una verticalità che incuteva timore e rispetto. Non c’erano stabilimenti balneari, solo qualche capanna di paglia e legno. Il silenzio era rotto solo dal “risucchio” dei sassi dell’Adriatico e dalle assordanti cicale.
Negli anni ’50, la Trattoria Emilia, nata nel 1929, era già il punto di riferimento assoluto. Era un luogo di un’autenticità disarmante: si mangiava ciò che il mare offriva fresco di giornata. I celebri moscioli venivano raccolti dagli scogli e cucinati in modo semplice, con aglio, prezzemolo e limone. Emilia era la regina della baia. La sua trattoria era una veranda di legno dove i primi turisti colti – intellettuali, artisti, professionisti anconetani – sedevano accanto ai pescatori locali in un misto di socialità allora rarissimo.
Il Fortino napoleonico, prima della sua ricostruzione negli anni ’60, non era l’hotel di lusso che vediamo oggi. Era un ammasso di pietre bianche e mattoni, una rovina affascinante e un po’ spettrale che testimoniava una storia travagliata, con le mura diroccate erano il luogo ideale per nascondersi o per cercare un po’ d’ombra durante le ore più calde. Appariva come una sentinella muta, corrosa dal sale e dal tempo.
Era l’epoca delle prime scampagnate con la Fiat 500 o la Vespa. Si scendeva giù con il panino o si sperava in un tavolo da Emilia. Non c’era elettricità diffusa e la sera la baia tornava nel buio più totale, illuminata solo dalle lampare delle barche in mare.
