Cliccare sulle immagini per ingrandire. Foto elaborate con AI

Gli anconetani di una certa età non possono ignorare chi è stato Umbertì, all’anagrafe Umberto Ceccarini, personaggio caratteristico di Ancona, anarchico nell’anima, incarnava lo spirito assoluto della libertà. Ho pensato di ricordarlo senza aspettare ricorrenze particolari (è morto il 14 giugno 2000), ma ma qualche giorno fa ho visto il bellissimo mediometraggio di Tommaso Buglioni (Tom Tattoo) e ho pensato che non c’era modo migliore di ricordare Umbertì se non sollecitando gli amici di Anconanostra a vedere il film, delicato, con tante sfaccettature del personaggio, tanti ricordi di chi ha condiviso con lui momenti di vita quotidiana e ha voluto raccontarcelo, un nome tra loro: la simpaticissima Rosina Andreoni Giambartolomei, la titolare dello storico Bar Rosina vicino chiesa di San Cosma.

Non aggiungo altro, se non un complimento a Tommaso Buglioni, ed un consiglio sincero: gustatevi il film, ne vale la pena.
Nota: le foto di questa pagina, riprese dal web e di scarsa qualità, sono state tutte trattate con l’intelligenza artificiale, cercando di non perdere l’anima antica, ma rendendole più godibili; spero che nessuno gridi allo scandalo. Di diverse immagini non si conosce l’autore; chi avesse notizie in merito è pregato di comunicarlo inviando una mail a info@sauromarini.it oppure un messaggio sulla pagina facebook di Anconanostra

Il libro “Umbertì. Slittamenti dell’anima dell’ultimo re di Ancona
di Tommaso Buglioni

“Umbertì”
O’ cosa c’e’?
M’hai guardato strano
da sotto quel pastrano
Co l’occhio mezzo chiuso
t’ho invitato a sederti,
ma non è detto che te diverti.
Qui c’ho solo un bicchiere de vì,
se non te fa schifo.
E un mazzo de carte
pe sfida’ la malasorte.

Tommaso Buglioni
Umbertì l’ultimo Re di Ancona Il libro

La vita non è mai stata facile, il più delle volte tira gran pugni in faccia e sotto la cintura senza tregua, risparmiando nessuno.
Umberto Ceccarini non si è tirato indietro a questo duro confronto, vanificando i colpi abbassandosi sul pavimento freddo lungo la strada o eclissandosi dietro cortine di fumo prodotte da una sigaretta o dietro un bicchiere di vino seduto in una cantina. Silenziosamente e senza chiedere mai nulla a chicchessia è diventato il re di Ancona lasciando dietro di sé una scia di celebrità.

Il film “Umbertì. L’ultimo Re di Ancona” di Tommaso Buglioni
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“Umbertì” Umberto Ceccarini, è stato un personaggio celebre ed amato di Ancona, che per motivi personali scelse di vivere sui marciapiedi della propria città, fu considerato un simbolo di libertà per il suo carattere anticonformista e pacifico. Fu un’ icona dell’Ancona che non c’è più, una entità simile a tante altre che hanno popolato gli agglomerati urbani nelle nostre città, paesi, campagne e villaggi di un passato non remoto, quando tutti si conoscevano, ma sopratutto si riconoscevano in una comunità, con i loro pregi, difetti, virtù, drammi e felicità che la sorte offriva. Tommaso Buglioni, affascinato sin dalla propria infanzia del personaggio Umbertì, dapprima l’osserva con curiosità, lo spia, lo segue e lo interpreta negli anni a seguire, in una serie di dipinti, ispirati attraverso un ritratto del fotografo anconetano Luigi Alberto Pucci, che ritrasse Umberto Ceccarini seduto nel Bar da Rosina, luogo amato dagli artisti e da Umbertì (immagine qui sotto).

Da quella serie di quadri, nacquero delle esposizioni, alla Mole Vanvitelliana ed alla Pinacoteca di Ancona, dopodichè altri allestimenti in giro per l’Italia. Non sazio del lavoro pittorico, Tommaso prosegue scrivendo un libro, dal titolo: Umbertì, l’ultimo Re di Ancona.
Dentro ci sono pensieri, testimonianze, poesie, interviste, disegni e visioni del personaggio, che muto con la sua perpetua sigaretta in bocca attraversava i marciapiedi o sonnecchiava sulle lastre di marmo di fontane e piazze della città.
Il libro descrive il forte legame tra personaggio, luoghi e i suoi abitanti con pennellate di romanticismo, dramma, comicità e curiosità.
Da ultimo, rispolverando un sogno tenuto nel cassetto, Tommaso Buglioni ha voluto creare un mediometraggio, un film documento, affidando la regia al suo amico Gino Bove, giornalista ed appassionato tecnico dell’immagine video, che tramite interviste e visioni struggenti della città, disegna con l’autore un quadro romantico, nostalgico e pittoresco del personaggio, esaltando l’affetto e la viva memoria collettiva.

La foto di Luigi Alberto Pucci elaborata con AI

Nei cinquanta minuti scarsi di ripresa, avvolti dalla musica di Domenica Vernassa e Gianmarco Frasca cantautori anconetani, si alternano interviste del fotografo Luigi Alberto Pucci, dei “bancarellari”anconetani che adottarono Umbertì assieme ai tantissimi cittadini di Ancona, la testimonianza di Rosina, la proprietaria della cantina di corso Mazzini che ospitò il personaggio e poi, scorci e visioni di Umbertì interpretato da Fabrizio Redaelli, (anche lui bravissimo fotografo che ha offerto immagini della città ripresa con il drone) e Julia Moroni, interprete di uno scambio di sguardi intensi con Umbertì. Epiche e toccanti le pennellate dell’attore Dario Cassini e Luca Violini nella lettura di una poesia e dell’epilogo finale dell’autore Tommaso Buglioni.

Un ringraziamento particolare va a Radio Arancia per l’offerta dei supporti tecnici e l’opera di Luigi Brecciaroli nella presentazione del documentario ed a Antony Bartoccetti Rexanthony per l’ottimizzazione in studio di alcuni brani poetici.

Si precisa con orgoglio, che questo lavoro non ha avuto scopo di lucro, i frutti della visione al cinema e nella presentazione sono andati a beneficio del centro Papa Giovanni XXIII, cooperativa sociale per l’inclusione delle persone con disabilità.
E’ anche un regalo che Tommaso Buglioni intende fare alla città di Ancona sottolineando l’affetto e l’appartenenza ad un territorio meraviglioso ed ad una cittadinanza che considera una grande famiglia.
L’opera è di proprietà di Tommaso Buglioni che ne detiene tutti i diritti di legge.

Guarda il film, clicca qui

Il Resto del Carlino del 8 novembre 2023 – Articolo di Nicolò Moricci in occasione della sua morte

Umbertì, il re di Ancona. Un clochard da film
È morto nel 2000 ma è nel cuore della gente. Petizione per intitolargli una via. Il regista del documentario: “Lo spiavo da bambino, era uno spirito libero”.

Era il clochard più amato di Ancona: un film per Umbertì. E l’appello dei cittadini: “Il Comune gli intitoli una strada”. È rimasto nel cuore di tutti Umberto Ceccarini, classe ‘32, morto il 14 giugno 2000 a causa di un tumore alla gola. Era destino: il suo unico vizio era il fumo. Umbertì ha vissuto libero e senza schemi per ben 68 anni. Dormiva dove capitava, davanti alle fontane, sulle panchine o sui gradini di marmo vicino ai marciapiedi. Vagabondava, sognatore e malinconico, alla ricerca di quel ´miglio di libertà´ che cantava Nicola Di Bari.

Non ha mai dato fastidio a nessuno, Umberto, che fece la storia ancora prima di scriverla. Tommaso Buglioni, uno dei pionieri italiani del tatuaggio (conosciuto al livello internazionale come ´Tom Tattoo´), ci ha fatto un film. Una pellicola realizzata con l’aiuto del giornalista Gino Bove, che ne ha curato la regia con riprese mozzafiato del porto e del centro città. Si chiamerà ´Umbertì, l’ultimo Re di Ancona´ e verrà presentato il prossimo 10 dicembre (ore 17) alla Mole Vanvitelliana: “Umberto l’ho sempre spiato – fa Tom – Avevamo qualcosa in comune. Siamo entrambi anarchici, amanti della libertà, introspettivi. Quando lo vedevo sdraiato in piazza Roma sin da bambino mi fermavo a guardarlo, mi incuriosiva. Mi facevo tante domande su chi fosse, su cosa facesse per vivere, su cosa avesse dentro. Lui viveva a modo suo, in modo libero e pulito, senza dare fastidio, con vizi e pregi. Ogni tanto si faceva un goccio di vino, una sigaretta. Piccole cose, di poco valore, viveva girando”.

Fumava tanto, Umbertì. Tutti, in città, lo ricordano per la frase celebre che lo annunciava: ´C’hai na sigareta?´ (con una ´t´ sola, in dialetto). E in un attimo realizzavi che era lì, sul vicolo, con le unghie ingiallite dalla nicotina. Una barba trasandata ma a posto, uno sguardo sincero, dignitoso, vero. Raramente chiedeva soldi, lui. Anche perché veniva da una famiglia dell’Ancona bene. Piuttosto domandava stracci ai bancarellari, che nel docufilm lo ricordano con affetto. Dei pantaloni per vestirsi, dei calzini per affrontare il freddo dei mesi invernali. Come fai a dimenticare uno così? Umbertì rivivrà grazie all’attore Fabrizio Redaelli, che lo interpreterà nel mediometraggio di 45 minuti: “Più che recitare battute – precisa l’attore – mi sono prestato a sguardi e pose. È stato tutto semplice e bellissimo”. Nel cast, pure il comico Dario Cassini e il doppiatore anconetano Luca Violini (che lavora per La7 e Mediaset).

Che storia, Umberto. “Personaggi come lui non ce ne sono più – riprende Buglioni – Oggi, in preda a velocità e smartphone, non faremmo più caso a una persona come Umbertì. Prima, la gente come lui veniva trattata da amica. Cosa vorrei? Che gli fosse intitolata una strada o una piazza, lo merita. Lanciai una petizione, tempo fa, che raccolse centinaia di firme. Però, l’amministrazione Mancinelli la bocciò, dissero che Umberto non aveva fatto abbastanza per Ancona. Ma io ci spero ancora”.

Chissà cosa direbbe oggi quell’omone che pareva uscito da un film di Renato Pozzetto. Magari si metterebbe steso su un lato, con una sigaretta in bocca e la mano a sorreggere la testa, a guardarsi rivivere su un maxi schermo di Ancona, quella città che ha tanto amato.

A destra: ritratto-caricatura di Umbertì, carboncino di Franco Cartechini

Link ai versi che il poeta Andrea Panzini ha dedicato a Umbertì, che Mario Panzini aveva soprannominato Mòmulu Ciacachiòdi