Quella che segue è la sintesi di un capitolo di una Tesi di laurea del 2019 (inedita) per la quale il suo autore – Davide Vassallo – ha gentilmente voluto concedere l’autorizzazione alla pubblicazione sul nostro sito. La tesi tratta de “La fotografia ad Ancona nella prima metà del Novecento” e costituisce un lavoro fondamentale per completezza e dettaglio nella ricostruzione dell’attività dei fotografi anconetani di quel periodo. Occorre anche citare l’importante volume di Vincenzo Marzocchini “Ritratti al plurale – Fotografi anconetani tra ‘800 e ‘900”, che peraltro è inserito nella bibliografia del lavoro di Vassallo.
Iniziamo quindi dalla “dinastia” dei Vidau, sicuramente quella che ha lasciato le più consistenti tracce della complessa attività svolta in tutta la regione.

“… La famiglia Vidau, di origini francesi, è stata storicamente la più importante e prestigiosa famiglia di fotografi non solo ad Ancona, ma forse perfino nelle intere Marche …… La storia fotografica dei Vidau inizia negli anni ’60 del 1800 con i due fratelli, Andrea Temistocle e Ruggero, i quali, dopo alcuni anni di condivisione, tra il 1868 e il 1869, dividono le loro attività; Andrea fonda una propria società nei locali di via XXIX Settembre N°1 poi crea un altro negozio in corso Vittorio Emanuele N°25 per separare l’attività di studio da quella di commercio di apparecchiature fotografiche; Ruggero impianterà la sua attività in Piazza Roma N°3, mantenendo una succursale a Fano, che però passò successivamente di mano.
Negli anni successivi al 1870, compare uno studio G.S.Vidau, con due locali distinti, in Piazza Roma N°11 il negozio ed in corso Vittorio Emanuele N°31 lo studio vero e proprio. La sigla G.S. individua una donna: Giovanna Scatizza Vidau, moglie di Ruggero.
Da queste presenze si sviluppò una serrata competizione tra gli studi di Andrea Temistocle e di Giovanna, competizione che si protrasse oltre il Novecento e consentì la crescita del livello qualitativo e della fama dei Vidau.
Tra i due rami della dinastia si sviluppò naturalmente una forte concorrenza, come attesta anche una piccola ma significativa parte di testo inserito in una ricevuta: “Da non confondersi con altra fotografia di ugual cognome esistente in detta città”.
Da questa concorrenza artistica e commerciale la linea di Andrea Temistocle e dei suoi discendenti è quella che ha lasciato più tracce consentendo di ricostruire la loro storia.

Quanto all’interessantissimo volume di Marzocchini “Ritratti al plurale – Fotografi anconetani tra ‘800 e ‘900”, si riporta un curioso passo relativo ad una forma di pagamento rateale dei lavori fotografici commissionati dai clienti.
“Nella pagina delle inserzioni pubblicitarie del 10 novembre 1878 del settimanale Il Lucifero, che usciva ogni domenica, troviamo il seguente annuncio: “Il fotografo sig. Andrea Vidau essendo in possesso delle più buone macchine finora conosciute, trovasi in grado di eseguire ritratti fotografici alla grandezza naturale al prezzo di L. 40 ed alle seguenti condizioni: pagamento L. 10 all’atto della sottoscrizione; il restante della somma a L. 5 mensili cominciando il primo versamento dal giorno della consegna e così di seguito fino all’estinzione della somma; il lavoro si assicura eseguito con la massima puntualità e nel modo il più perfetto ed artistico; quando il ritratto non sarà assomigliante il committente avrà diritto di rifiutarlo.
Riceve anche commissioni per ingrandimento di piccole fotografie come esse siano e ne garantisce l’esito. Chiunque all’atto della consegna volesse pagare il prezzo totale verrà accordato il ribasso di L.5″

Insomma c’è molto materiale da presentare, torneremo presto su questi argomenti.

Didascalie delle immagini
Le foto nell’ordine:
1. il negozio di via 29 Settembre n.1
2. volantino pubblicitario dello Studio
3. panorama dall’Astagno alla Cattedrale
4. panorama del porto sotto la neve con bastimenti e treno merci in primo piano
5. il varo del piroscafo Selene, 1903
6. la chiesa romanica di Santa Maria di Portonovo
7. piroscafo Brasile, varato in Ancona il 29 giugno 1905
8. il portale della cattedrale di San Ciriaco
9. una vecchina seduta all’ombra di uno dei leoni di San Ciriaco
10. una foto di Corrado Vidau, scomparso nell’agosto 2025