Dalla tesi di laurea di Davide Vassallo “La fotografia ad Ancona nella prima metà del Novecento”:
“Per quanto riguarda Gaddoni, di questa condivisione (ndr – dei suoi lavori) se ne è occupato personalmente il nipote Massimo Bilò, che ho contattato qualche mese fa e che da allora mi ha aiutato molto a comprendere nel dettaglio le vicende biografiche di suo nonno, incluso il suo immenso lascito. Anni fa, dopo essersi reso conto della sua importanza, Massimo fu la persona che recuperò l’eredità di Ettore Gaddoni, inizialmente andata al marito della figlia e poi dimenticata. Nonostante il suo impegno, purtroppo oggi di tale ricchezza, a causa delle traversie ereditarie e della trascuratezza, resta comunque una parte abbastanza ridotta. Avvenuto il recupero, Massimo procedette poi a una prima catalogazione di tutto il materiale, diviso in più contenitori rossi. Ogni contenitore rosso includeva delle scatole con dentro vari negativi su lastre di vetro in due diversi formati (10×15 e 9×12, ergo scattate con due macchine fotografiche diverse), le quali sono state parzialmente digitalizzate da Massimo con uno scanner artigianale.”
Vassallo mi ha aggiornato comunicando che il signor Massimo nel frattempo è deceduto.
Con l’autorizzazione dell’Archivio Storico Fotografico del Comune di Ancona, che si ringrazia per la disponibilità, vorremmo quindi far conoscere agli anconetani alcune delle immagini di Gaddoni, rimaste così a lungo nei cassetti.
Iniziamo con una rara immagine del Tiro a segno nazionale, risalente al periodo tra le due guerre; riconoscerete certamente l’entrata del vecchio Campo sportivo Dorico al Viale della Vittoria e, a sinistra, l’inizio del Corso Tripoli, oggi Corso Amendola, con il primo edificio all’angolo riconoscibile dal caratteristico “bow window”
