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con Nonna Erminia
Chissà per quale misterioso motivo mi sono avventurato a ricordare alcuni episodi della mia giovinezza lontana? Forse perché è lì che con maggiore intensità gli sprazzi di memoria centrano, come tante piccole frecce curiose, i fatti più salienti, i volti, e le situazioni del mio passato. Un passato, certo, non proprio di un matusalemme, ma che sicuramente è trascorso, e ha lasciato dei segni, e con i segni le immagini di cose che non torneranno più.
Ecco, forse il timore di questo “non ritorno”, della impossibilità per quelli che mi sono vicini di comprendere il contesto in cui sono trascorsi gli anni miei più ‘verdi’, questo forse deve essere stato il motivo del mio scrivere che, tuttavia, non vuole considerarsi un racconto autobiografico, ma solo la trasposizione dei ricordi dedicati alla mia famiglia, lontani da velleità letterarie di alto profilo, e peraltro solo sino ai giorni del mio matrimonio. E ciò, anche nella considerazione che quella mia lontana, giovane età è molto corposa e ricca di avvenimenti, mentre della mia vita più recente, sono sicuramente a conoscenza tutti quelli che mi sono stati vicini.
Eppoi, tenendo in conto ciò che afferma Alberto Asor Rosa: “Quanto più il tempo allontana, tanto più la memoria avvicina”, mi illudo lusingarmi di pensare che questi ‘frammenti di memoria’, possano un giorno ridestare la curiosità dei nostri figli, dei nostri nipoti soprattutto, dei loro occhi splendenti che vedranno chissà che mondo diverso da quello che ho visto io.
Chissà come saranno le loro famiglie, il loro lavoro, i loro interessi, ma soprattutto, come sarà tutto ciò che li circonderà. E’ bello pensarci, anche se un soffio d’ansia mi assale pensando alle tante vicende negative che sono passate sotto i miei occhi: la guerra, le catastrofi naturali, le malattie, l’egoismo e le cattiverie degli uomini! Non ci voglio pensare: troppo belli, troppo rilucenti i loro occhi, pieni di quella luce che sicuramente li proteggerà e per mezzo della quale potranno illuminare e rischiarare tutte le brutte ombre che passeranno loro accanto, per poter godere e ammirare solo ciò che di bello la vita potrà loro riservare.
Se volete ringraziare Giancarlo per queste storie inedite, nonostante la classe 1937, Giancarlo lo trovate su Facebook