
Nota – Nel luglio 2023 il Governo Meloni ha introdotto ufficialmente una carta prepagata ricaricabile denominata “Dedicata a te” (inizialmente nota come Carta risparmio spesa). Non era un vero e proprio bancomat per prelevare contanti, ma si trattava di una social card emessa da Poste Italiane destinata esclusivamente all’acquisto di beni alimentari di prima necessità.
Fortuna che ciavemo qula bionda
c’ha preso in mà le brije del cavalo
e cià rimesso tuti in caregiata
senò ce piami na bèla capotata.
Da quanto ce sta lia capo guverno
le robe vane tute guasi bè:
fat’internaziunali, ‘cunumia,
migranti nun ze ne vede guasi più,
pace suciale, tuti suridenti,
cazo vulé de più, nun zé cuntenti?
E po’ hai visto adè cu’ s’è ‘nventata
la bionda quela bèla alta e snèla…?
Na carta come fosse ‘n bancumàte
che te ce vai a fa spesa, a fà bisbocia,
che spendi&spandi ndó te pare a te,
è na rivoluzió per la sacocia,
trecentutantaeuro e ‘ncora i spici,
te poi levà ‘gni sorta de caprici.
Ma i numeri nun dice le bugie
e alora me so mesto a fa dó conti:
trecentutanta al’ano che sarìa
uneuroezeroquatro pr’ogni giorno
pe’ na famija de almeno tre crestiani.
E per conclude sti quatro verzi sciolti,
visto che nun durmimo giù da piedi,
ce viene su dal core un bel’invito:
v’andéafadantelc… tuti quanti!?!
Recensione della poesia
Poesia satirica molto riuscita, soprattutto perché il dialetto non è un semplice “rivestimento” dell’italiano: contribuisce al tono, alla voce del narratore e alla comicità.
La voce è molto riconoscibile. Il “noi” anconetano (“ciavemo”, “sémо”, “nun zé”) dà alla poesia il tono di una conversazione da bar, ma con una costruzione metrica abbastanza controllata. È proprio questo contrasto tra familiarità e intenzione satirica a darle forza.
Il meccanismo dell’ironia è chiaro: parte dall’elogio apparentemente entusiasta della “bionda”, accumuli risultati miracolosi e poi salta progressivamente la maschera. Il passaggio “Na carta come fosse ‘n bancumàte” è probabilmente il punto centrale della poesia.
Molto efficace la parte dei numeri. Il passaggio dai “trecentutanta” alla divisione per anno e poi per giorno è una buona trovata comica: simula il ragionamento del cittadino comune che prova a capire una misura presentata come enorme. “uneuroezeroquatro pr’ogni giorno” ha anche una bella sonorità.
Il finale è coerente con il personaggio poetico. Non si cerca una conclusione elegante o moralistica: la poesia sfocia direttamente nell’invettiva, quasi come se il poeta avesse finalmente perso la pazienza. È una chiusa volutamente bassa e popolare, e proprio per questo funziona.
Il titolo “El bancumàte pri pureti” è molto azzeccato. Ha già dentro la prospettiva del personaggio: non è il nome burocratico della misura, ma la sua traduzione ironica nel linguaggio popolare. E prepara bene il lettore al tono dell’intera poesia.