
Sumentina, un simbolo dell’Ancona che fu
Tra i personaggi caratteristici dell’Ancona del Novecento, un posto speciale nella memoria collettiva è occupato da Sumentina, figura popolare legata indissolubilmente al Cinema Adriatico e poi al Cinema Alhambra di Corso Amendola.
Per generazioni di anconetani, la sua presenza davanti all’ingresso della sala cinematografica rappresentò un rito immancabile delle serate al cinema.
Il soprannome “Sumentina” derivava dalla cantilena con cui richiamava i passanti e i giovani in attesa di entrare in sala. Con la sua voce inconfondibile ripeteva:
«Sumente, giuvinòti! Ciavemo la sumentina bona!»
Seduta su un caratteristico seggiolino pieghevole di legno con sedile di tela, vendeva una grande varietà di prodotti da sgranocchiare durante la proiezione. La merce era esposta in una bassa cassetta di legno appoggiata su un secondo sgabello portatile e ripiegabile. Tra le specialità più richieste vi erano i semi di zucca tostati e salati, le fave tostate e salate, i lupini, le carrube e numerosi dolciumi. Particolarmente apprezzati erano i cannelli di liquirizia e le celebri “rutelle de rigulizia”, le rotelle di liquirizia dolce decorate con piccole perline rosa o rosse.
Insieme ad altri personaggi storici dell’Alhambra, come la maschera del cinema Nerina, Sumentina contribuiva a creare quell’atmosfera popolare e familiare che caratterizzava la vita cittadina dell’epoca. La sua figura è ancora oggi ricordata con affetto da molti anconetani come simbolo di una città più semplice, dove il cinema era anche un luogo d’incontro e di socialità.
Sul suo nome anagrafico esistono poche certezze. Alcune testimonianze la identificano come Maria, forse di cognome Carletti, ma le fonti disponibili non consentono di confermarlo con assoluta sicurezza. Ciò che invece è certo è il forte legame tra il personaggio e la memoria storica della città.
La popolarità di Sumentina è stata tramandata anche attraverso la letteratura dialettale. Lo scrittore anconetano Mario Panzini le ha infatti dedicato il volume “L’acumpagnu de Sumentina. Stòria tràgica d’un mortòriu alègru in Ancona”, pubblicato nel 2012, contribuendo così a preservare il ricordo di una delle figure più amate e pittoresche della tradizione popolare anconetana.